Dopo quaranta anni (i
primi provvedimenti risalgono al 1958), anche in Italia l'educazione
fisica ottiene quel riconoscimento che giustamente le spetta.
Più di dieci anni dopo Francia, Germania e persino Russia, da
questo anno accademico (1999/2000) sono stati infatti istituiti
le Facoltà e i Corsi di laurea in Scienze motorie, che sostituiscono
i tradizionali ISEF, Istituti Superiori di Educazione Fisica.
E' una trasformazione importante, perché sancisce l'ingresso
nella realtà universitaria di un percorso di studi che, anche
se ben consolidato, ha sofferto negli ultimi anni di diversi
problemi. Di visibilità, innanzitutto, che significa isolamento
e scarso collegamento con il mondo del lavoro. Ma anche problemi
legati a un'organizzazione didattica ormai superata, troppo
legata alla preparazione degli insegnanti di educazione fisica
nelle scuole. Ecco allora che l'istituzione di Facoltà e Corsi
di laurea in Scienze motorie potrebbe davvero costituire una
svolta. A patto che la trasformazione non sia solo formale,
che si creino collaborazioni con istituzioni e centri specializzati,
che si guardi in sostanza alla realtà nazionale e internazionale
dello sport, regolato ormai dalle leggi del mercato.