Facoltà di Giurisprudenza

Magistrato, notaio e avvocato: sono le tre professioni tradizionali di chi sceglie di iscriversi a Giurisprudenza, tre professioni in grande trasformazione. Tutte esercitano un fascino incredibile su migliaia di giovani. Che spesso affollano le facoltà senza sapere cosa li aspetta una volta lasciato l'ateneo. Se Cicerone e Perry Mason hanno lasciato dentro di voi un segno indelebile, se sognate di arringare la corte con una vibrante concione, se, più onestamente, sperate di lucrare sui divorzi altrui, la giurisprudenza è il vostro futuro. Numerose le aree di formazione attinenti a legge, ognuna con i suoi ostici ostacoli da superare; non è vero, infatti, che chi decide di iscriversi a giurisprudenza debba per forza diventare avvocato o procuratore. Vi sono aree meno attinenti alla dimensione giuridica, riguardanti Finanza e Contabilità aziendale, o Sociologia. Ma per raggiungere questi indirizzi è comunque necessario affrontare gli esami fondamentali. I più pesanti, è noto, sono Diritto privato, Diritto pubblico, Diritto commerciale, Diritto civile, basilari per gli indirizzi corrispondenti. Un po' più abbordabili, anche se non una passeggiata, Diritto del lavoro, Diritto costituzionale, Diritto tributario. Il diritto romano, rielaborato successivamente nel Codex Iustinianeus, è un punto di riferimento storico imprescindibile per capire la legislazione odierna: così è possibile, oltre che affrontare l'esame di Diritto Romano (per il quale sarebbe necessaria, almeno teoricamente, una conoscenza spicciola delle strutture della lingua latina), specializzarsi nell'intera area storico giudiziaria. Per i più speculativi c'è anche un'area che fa capo all'istituto di Filosofia del diritto. Dopotutto la legge dovrebbe essere una branca dell'etica pratica. Meno attinenti al diritto puro sono le aree attinenti alla Sociologia e all'Economia politica, ma i laureati in queste indirizzi subiscono la forte concorrenza dei giovani usciti dalle facoltà corrispondenti, con una preparazione magari più capillare ma meno aperta agli aspetti puramente legislazionali. Un'ultima considerazione. Giurisprudenza ha la sgradevole fama di facoltà per fancazzisti. Mi dispiace, forse esistono corsi di laurea più difficili di altri... ma il pezzo di carta non te lo regala nessuno. Bisogna sudarselo. Anche a giurisprudenza.

La facoltà in cifre

L'86% dei futuri avvocati si laurea fuori corso. Diritto privato può richiedere del resto anche sei mesi o più di preparazione. Il voto finale più comune è compreso tra 91 e 100, mentre al 110 e lode arriva solo il 16,5% degli aventi diritto. L'80% circa dei laureati trova impiego dopo al massimo un anno di ricerca.


Corsi di laurea

Giurisprudenza
Scienze dell'amministrazione