Facoltà di Lettere e Filosofia

Sarà riformata fra un anno. Nel frattempo dovrete accontentarvi dei soliti vantaggi della facoltà di Lettere e Filosofia: probabilità nulla di trovare lavoro, corsi massacranti e vetero testamentari, professori snob e compagni di corso esaltati che fanno della loro vita una opera d'arte alla Oscar Wilde. La facoltà comprende una quantità di corsi di laurea impressionante, è quasi impossibile trattare generalmente i piani di studio senza entrare nello specifico.
Conviene quindi procedere analiticamente laurea per laurea. Questo è il panorama secondo la normativa attualmente in vigore.

Facoltà in cifre

 

Secondo gli ultimi dati Istat, dopo tre anni dalla laurea in DAMS lavorano stabilmente o con contratto di formazione il 52,4% delle donne ed il 51,5% degli uomini. Il 24% circa ha trovato un'occupazione precaria mentre il 12% mendica un lavoro. Nessuno trova l'impiego dopo appena un mese dalla sospirata laurea ma, a distanza di tre mesi, ha più fortuna il 18,2%. Resta però una grande soddisfazione: il punteggio di laurea. Ben il 49,5% si porta a casa il 110 e lode.
Nonostante la cattiva abitudine a considerare le facoltà umanistiche un refugium peccatorum oltre che una perdita di tempo viste le scarse possibilità lavorative, il corso di filosofia è in grande rimonta nella hit parade dell'occupazione. A 4 mesi dalla laurea, già il 44% dei filosofi ha trovato un impiego. Una bella soddisfazione per una categoria di laureati che conta il maggior numero di fuori corso: ben l'84,2% degli iscritti. Insomma, un corso di studi lungo (almeno secondo il vecchio ordinamento) ma non privo di gratificazioni.
Per i laureati in geografia i numeri sono troppo piccoli per poter avere dati significativi di una tendenza o di una situazione consolidata.
Vita dura per i laureati in lettere, a meno che la creatività e lo spirito di sopravvivenza non inducano ad improbabili trasformismi nel mondo del lavoro. Dopo tre anni dalla laurea, solo il 30% ha trovato un impiego stabile, soprattutto nell'ambito della formazione, della comunicazione e del marketing (vero refugium peccatorum per buona parte dei laureati in materie umanistiche). Qualcuno si ricicla anche nel settore finanziario e nei sistemi informativi (2,9%), ma sono perlopiù delle mosche bianche. Una consolazione: il 45,7% degli studenti si laurea con il 110 e lode, anche se fuori corso (84,9%).
Come tutte le facoltà umanistiche, anche quella di Storia non garantisce grandi prospettive lavorative. A tre anni dalla laurea, solo il 43,4% ha trovato un impiego stabile, mentre il 20,6% arranca ancora nel buio. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, solo il 6,8% dei laureati in Storia è occupato nell'ambito dell'insegnamento, mentre il 16,5% è impegnato in attività creative e nella comunicazione ed il 14,4% nel settore operativo.I fuori corso rappresentano l'83,6% e, tra tutti i laureati, ben il 55,9% ottiene il 110 e lode. Insomma: lenti, bravi e disoccupati. Chissà che la riforma non cambi almeno in parte questa triste situazione...


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