Volete iscrivervi ad una facoltà
che garantisca solide prospettive per il vostro futuro? Ingegneria
è quello che fa per voi.
Sappiate però che entrerete nella più difficile e massacrante facoltà
italiana, dove oltre alla incomprensibilità degli esami, vi si opporrà
uno spirito selettivo con pochi eguali negli atenei. Tralasciando
gli ordinamenti e la strutturazione dei corsi che sembrano studiati
per sfavorire gli studenti per principio e dal principio.
Soffermiamoci sul piano di studi. Iniziamo con il dire che la facoltà
di ingegneria è articolata in 14 corsi di laurea suddivisi in tre
settori: Civile, dell'Informazione ed Industriale. Ogni corso, a sua
volta, prevede indirizzi specifici e differenziati. Per quel che,
invece, riguarda gli esami, ogni corso di laurea prevede 9 annualità
comuni a tutti, 6 insegnamenti comuni allo stesso settore, almeno
5 materie caratterizzanti del proprio corso ed altre 3 comuni all'indirizzo.
Gli insegnamenti comuni a tutti i corsi di laurea sono: Analisi Matematica
(mortale), Geometria, Algebra e Logica, Matematica (sanguinario),
Matematica Applicata (necrotico), Statistica, Fisica, Chimica, Estimo,
Ingegneria Economico-gestionale, Economia politica. Infine se siete
sopravvissuti dovete sapere che per diventare libero professionista
occorre passare un esame di stato che permette l'abilitazione tramite
iscrizione all'albo. La media dei promossi è dell'80-90%.
E' praticamente impossibile dare le nozioni
statistiche relative a tutti gli indirizzi, basti sapere che quasi
il 90% dei laureati finisce fuori corso, e che il 15 % termina con
110 e lode. Per quel che riguarda i dati occupazionali dopo 3 anni
di ricerca i numeri su chi ha un lavoro stabile cambiano da indirizzo
a indirizzo: si va dall'80% dei laureati in Ingegneria Meccanica,
al 47% dei laureati in Ingegneria Nucleare.