Corso di laurea in Chimica
No, niente formule alchemiche ed alambicchi. Curioso anzi come nell'immaginario popolare il chimico sia rimasto il professore scarmigliato che con folle espressività versa il contenuto di multicolori pozioni in una provetta fumante, provocando un'esplosione. Al contrario oggi il chimico è prima di tutto un matematico ed un fisico: fondamentali sono infatti le conoscenze inerenti al calcolo differenziale e integrale, alla geometria analitica ma anche ai principi della termodinamica, dell'elettromagnetismo, della meccanica del punto e del continuo. Indispensabile è l'esperienza di laboratorio, ovviamente. Non è inusuale che lo studente di chimica passi la maggior parte della settimana in università, tra corsi (la frequenza è quasi sempre obbligatoria) ed esperimenti in laboratorio, dove si applicano le nozioni studiate nella parte teorica.
Spessissimo la tesi è sperimentale: condensa magari in una ventina di pagine formule ed osservazioni statistiche, ma richiede esperimenti e misurazioni che possono anche durare anni.
Chimica, il cui ordinamento degli studi è suddiviso in un triennio di base comprendente discipline afferenti alle tre macroaree di Matematica, Fisica e Chimica, ed un biennio di specializzazione che prevede 8 indirizzi, caratteristici spesso completamente diversi l'uno dall'altro, ognuno con i propri esami fondamentali.
1. Chimica analitica
2. Chimica fisica
3. Chimica organica
4. Chimica inorganica
5. Chimica biologica
6. Chimica dei materiali
7. Orientamento ambientale
8. Orientamento alimentare.

Durata

5 anni

Esami

28

Le sedi

Bari, Bologna, Cagliari, Camerino, Catania, Cosenza, Ferrara, Firenze, Genova, Insubria, Messina, Milano Statale, Modena, Napoli Federico II, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Piemonte orientale, Pisa, Potenza, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Sassari, Siena, Torino, Trieste.

Opportunità professionali

Pochi ormai seguono la libera professione di chimico, previa iscrizione all'albo dei professionisti. Gli scienziati pazzi, come detto non sono più di moda. I più lavorano nella ricerca o nelle industrie del settore chimico, farmaceutico, alimentare, tessile o cosmetico. Ma è possibile riciclare la propria laurea anche insegnando scienze e matematica alle medie, o impiegandosi in enti parastatali o locali.